Villa Reale

A ridosso dei Viali ottocenteschi, nel tratto compreso fra Porta Rudiae e Porta Napoli, la famiglia Reale ristruttura negli anni Trenta del Novecento una vasta area annessa alla propria residenza, affidando il “restauro” a un giovane paesaggista fiorentino: Pietro Porcinai. Un ruolo importante nella realizzazione del progetto lo ebbe Mariolina Saccardo, moglie di Francesco Reale. 

Il giardino è, nel panorama salentino, una vera novità, una porzione di Toscana trapiantata nella “Firenze delle Puglie”, nonostante le differenze climatiche e la difficile natura del terreno.


Nella parte antistante la villa viene posta una vasca d’acqua fiancheggiata da lecci potati in forme troncoconiche; il terreno, movimentato nel giardino ottocentesco, viene spianato, ma traccia dei precedenti dislivelli permane ai lati, con basse pareti di contenimento arredate con nicchie e scalette. L’accesso al giardino, in precedenza in asse con l’edificio, è spostato a un angolo del recinto dove è la casa del custode, di fronte alla quale viene creato un giardinetto segnato da una meridiana circondata da Buxus pumila (oggi Dasylirion).


Le abitazioni circostanti la villa e lo stesso muro di cinta sono mascherati da alte pareti di cipresso, alle quali si affianca un pergolato di Bougainvillea con pilastri ad angoli smussati.


Il giardino retrostante la residenza conserva i viali ortogonali del giardino ottocentesco leggibili nella pianta dell’Astuti (1882): quello in asse con la villa - inquadrato nella parte iniziale da due filari di Pinus pinaster e da due lunghi parterres con vivaci fioriture - prosegue fino al termine della proprietà e si conclude con un belvedere, mentre i due assi trasversali, molto ravvicinati, si concludono con un emiciclo di colonne. Il punto d’incrocio è un vero e proprio cabinet di verzura, al centro del quale è un pozzo disegnato da Porcinai. Il sistema dei viali è reso più complesso con l’aggiunta di assi radiali.


Le architetture vegetali sembrano disporsi secondo una sequenza di piani prospettici, di differente intensità cromatica e di altezza crescente man mano che ci si allontana dalla villa. In un angolo del recinto, Porcinai aveva previsto un giardino esotico - in parte tuttora leggibile - con palme, alberi di banano, yucche e altre specie: un giardino “a tema” che ricorre spesso nelle sue scelte progettuali.

Disclaimer: Le informazioni, le foto ed i testi sul giardino sono forniti dalla proprietà

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